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Una tra le più antiche chiese dell'area del Medio Verbano è dedicata all'apostolo Sant'Andrea e offre pregevoli punti d'interesse per gli amanti dell'arte.
L’oratorio della Madonna del Rosario, un tempo dedicato a sant’Andrea Apostolo, fu citato per la prima volta nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani (fine sec. XIII) fra le cappelle dipendenti dalla pieve di Leggiuno.
Recenti ricerche stratigrafiche hanno permesso d’individuare due importanti fasi di restauro: la prima, avvenuta dopo la metà del Cinquecento, che portò alla demolizione del vecchio abside semicircolare e all’erezione dell’odierno presbiterio quadrato. La seconda, del Settecento, che ha definitivamente trasformato l’impianto fino a esiti formali di marcato gusto tardo Barocco: facciata a capanna, campaniletto in mattoni e volta a botte scandita da tre arcate le cui basi s’innestano su eleganti lesene doriche.
All’interno l’osservatore è immediatamente attratto dagli affreschi del presbiterio, che recano la data del 1592. Da sinistra si succedono s. Liberata, s. Defendente, s. Pietro, s. Sebastiano, il Redentore con la Vergine e s. Andrea, s. Rocco. A destra, non del tutto visibile, s. Antonio Abate. Affiancato alla croce e avvolto dalla nube mistica, Cristo si manifesta allo stesso tempo come vittima sacrificale della Passione e trionfatore sulla morte. La plasticità poderosa del nudo, oltre alla stessa posa del soggetto, secondo l’interpretazione di A. Spiriti potrebbe leggersi come la citazione di un’opera scultorea michelangiolesca: il “Risorto” in Santa Maria sopra Minerva, a Roma. Nel 1998, scrostando la seconda e terza campata, sul lato sinistro, sono apparse ampie tracce d’affreschi recanti la data graffita del 1491 e ascrivibili all’ambito del pittore Giovanni Battista de Prioris. Pur essendo molto deteriorati dalle martellinature eseguite per far attecchire l’intonaco che li ha coperti, si distinguono ancora un Cristo Pantocratore nella mandorla e una Madonna in trono.
È probabile che nel Medioevo la messa in S. Andrea venisse celebrata da un canonico della collegiata di Leggiuno. Negli atti delle visite pastorali, dal sec. XVI in avanti, la chiesetta si presenta spesso in stato di grave abbandono e tale dovette rimanere fino al 1783, quando fu eretta in “cappellania sussidiaria in cura d’anime”, con un coadiutore tenuto a risiedervi stabilmente per le celebrazioni e la catechesi. Con la nascita della parrocchia di Sangiano (1906) l’edifico cedette le sue funzioni di principale luogo di culto del paese alla nuova e ben più capiente chiesa parrocchiale di S. Andrea Apostolo, assumendo successivamente l’attuale dedicazione alla Madonna del Rosario.